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giovanidemocraticiterni
Blog ufficiale dei giovani del Partito Democratico della provincia di Terni
8 marzo 2009
Lorenzo Marchetti è il nuovo segretario provinciale dei Giovani Democratici di Terni
Lorenzo Marchetti è il nuovo segretario provinciale dei Giovani Democratici di Terni.

E' stato eletto con 16 voti a favore, 2 bianche e 1 nulla.



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politica interna
6 febbraio 2009
IL GOVERNO BLOCCA UNA SENTENZA CON UN Decreto Legge. Questo è CATTOFASCISMO
Il Consiglio dei ministri, dopo lunga discussione, ha varato all'unanimità un decreto che ordina di proseguire l'alimentazione fino all'approvazione di una legge su testamento biologico. Berlusconi: "Non voglio la responsabilità della morte di Eluana". Scontro con il Quirinale. Napolitano: "Un provvedimento d'urgenza non si può varare in contrasto con sentenze passate in giudicato". Ma Berlusconi replica duro: "Il presidente della Repubblica firmi o cambieremo la Costituzione sui decreti d'urgenza. Convocherò il Parlamento per approvare entro tre giorni una legge che contenga la norma sull'idratazione e l'alimentazione prevista dal decreto". Il premier cita il costituzionalista Valerio Onida che replica: "Strumentalizza, non c'entro nulla con il decreto". Il Vaticano: "Il governo ci ha ascoltato". Nella clinica "La Quiete" è iniziato questa mattina la riduzione graduale dell'alimentazione e dell'idratazione ad Eluana. Il ministero del Welfare invia a Udine gli ispettori.


Con questo DECRETO VERGOGNA, INCOSTITUZIONALE, IL GOVERNO SI PROSTRA NUOVAMENTE ALLA CEI dimostrando che è composto nella sua TOTALITA' da esponenti CATTO-FASCISTI.


Lorenzo Marchetti

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21 gennaio 2009
GOOD LUCK MR. PRESIDENT!
GGI mi trovo di fronte a voi, umile per il compito che ci aspetta, grato per la fiducia che mi avete accordato, cosciente dei sacrifici compiuti dai nostri avi. Ringrazio il presidente Bush per il servizio reso alla nostra nazione, e per la generosità e la cooperazione che ha mostrato durante questa transizione.

Quarantaquattro americani hanno pronunciato il giuramento presidenziale. Queste parole sono risuonate in tempi di alte maree di prosperità e di calme acque di pace. Ma spesso il giuramento è stato pronunciato nel mezzo di nubi tempestose e di uragani violenti. In quei momenti, l'America è andata avanti non solo grazie alla bravura o alla capacità visionaria di coloro che ricoprivano gli incarichi più alti, ma grazie al fatto che Noi, il Popolo, siamo rimasti fedeli agli ideali dei nostri antenati e alle nostre carte fondamentali.

Così è stato finora. Così deve essere per questa generazione di americani.

E' ormai ben chiaro che ci troviamo nel mezzo di una crisi. La nostra nazione è in guerra contro una rete di violenza e di odio che arriva lontano. La nostra economia si è fortemente indebolita, conseguenza della grettezza e dell'irresponsabilità di alcuni, ma anche della nostra collettiva incapacità di compiere scelte difficili e preparare la nostra nazione per una nuova era. C'è chi ha perso la casa. Sono stati cancellati posti di lavoro. Imprese sono sparite. Il nostro servizio sanitario è troppo costoso. Le nostre scuole perdono troppi giovani. E ogni giorno porta nuove prove del fatto che il modo in cui usiamo le risorse energetiche rafforza i nostri avversari e minaccia il nostro pianeta.

Questi sono gli indicatori della crisi, soggetti ad analisi statistiche e dati. Meno misurabile ma non meno profonda invece è la perdita di fiducia che attraversa la nostra terra - un timore fastidioso che il declino americano sia inevitabile e la prossima generazione debba avere aspettative più basse.

Oggi vi dico che le sfide che abbiamo di fronte sono reali. Sono serie e sono numerose. Affrontarle non sarà cosa facile né rapida. Ma America, sappilo: le affronteremo.

Oggi siamo riuniti qui perché abbiamo scelto la speranza rispetto alla paura, l'unità degli intenti rispetto al conflitto e alla discordia.

Oggi siamo qui per proclamare la fine delle recriminazioni meschine e delle false promesse, dei dogmi stanchi, che troppo a lungo hanno strangolato la nostra politica.

Siamo ancora una nazione giovane, ma - come dicono le Scritture - è arrivato il momento di mettere da parte gli infantilismi. E' venuto il momento di riaffermare il nostro spirito tenace, di scegliere la nostra storia migliore, di portare avanti quel dono prezioso, l'idea nobile, passata di generazione in generazione: la promessa divina che tutti siamo uguali, tutti siamo liberi e tutti meritiamo una possibilità di perseguire la felicità in tutta la sua pienezza.

Nel riaffermare la grandezza della nostra nazione, ci rendiamo conto che la grandezza non è mai scontata. Bisogna guadagnarsela. Il nostro viaggio non è mai stato fatto di scorciatoie, non ci siamo mai accontentati. Non è mai stato un sentiero per incerti, per quelli che preferiscono il divertimento al lavoro, o che cercano solo i piaceri dei ricchi e la fama.

Sono stati invece coloro che hanno saputo osare, che hanno agito, coloro che hanno creato cose - alcuni celebrati, ma più spesso uomini e donne rimasti oscuri nel loro lavoro, che hanno portato avanti il lungo, accidentato cammino verso la prosperità e la libertà.

Per noi, hanno messo in valigia quel poco che possedevano e hanno attraversato gli oceani in cerca di una nuova vita.

Per noi, hanno faticato in aziende che li sfruttavano e si sono stabiliti nell'Ovest. Hanno sopportato la frusta e arato la terra dura.
Per noi, hanno combattuto e sono morti, in posti come Concord e Gettysburg; in Normandia e a Khe Sahn.
Questi uomini e donne hanno lottato e si sono sacrificati e hanno lavorato finché le loro mani sono diventate ruvide per permettere a noi di vivere una vita migliore. Hanno visto nell'America qualcosa di più grande che una somma delle nostre ambizioni individuali; più grande di tutte le differenze di nascita, censo o fazione.

Questo è il viaggio che continuiamo oggi. Rimaniamo la nazione più prospera, più potente della Terra. I nostri lavoratori non sono meno produttivi rispetto a quando è cominciata la crisi. Le nostre menti non sono meno inventive, i nostri beni e servizi non meno necessari di quanto lo fossero la settimana scorsa, o il mese scorso o l'anno scorso. Le nostre capacità rimangono inalterate. Ma è di certo passato il tempo dell'immobilismo, della protezione di interessi ristretti e del rinvio di decisioni spiacevoli. A partire da oggi, dobbiamo rialzarci, toglierci di dosso la polvere, e ricominciare il lavoro della ricostruzione dell'America.

Perché ovunque volgiamo lo sguardo, c'è lavoro da fare. Lo stato dell'economia richiede un'azione, forte e rapida, e noi agiremo - non solo per creare nuovi posti di lavoro, ma per gettare le nuova fondamenta della crescita.

Costruiremo le strade e i ponti, le reti elettriche e le linee digitali che alimentano i nostri commerci e ci legano gli uni agli altri. Restituiremo alla scienza il suo giusto posto e maneggeremo le meraviglie della tecnologia in modo da risollevare la qualità dell'assistenza sanitaria e abbassarne i costi.

Imbriglieremo il sole e i venti e il suolo per alimentare le nostre auto e mandare avanti le nostre fabbriche.
E trasformeremo le nostre scuole, i college e le università per venire incontro alle esigenze dei tempi nuovi. Possiamo farcela. E lo faremo.

Ora, ci sono alcuni che contestano le dimensioni delle nostre ambizioni - pensando che il nostro sistema non può tollerare troppi grandi progetti. Costoro hanno corta memoria. Perché dimenticano quel che questo paese ha già fatto. Quel che uomini e donne possono ottenere quando l'immaginazione si unisce alla volontà comune, e la necessità al coraggio.

Quel che i cinici non riescono a capire è che il terreno gli è scivolato sotto i piedi. Gli argomenti politici stantii che ci hanno consumato tanto a lungo non sono più applicabili. La domanda che formuliamo oggi non è se il nostro governo sia troppo grande o troppo piccolo, ma se funzioni o meno - se aiuti le famiglie a trovare un lavoro decentemente pagato, cure accessibili, una pensione degna. Laddove la risposta sia positiva, noi intendiamo andare avanti. Dove sia negativa, metteremo fine a quelle politiche. E coloro che gestiscono i soldi della collettività saranno chiamati a risponderne, affinché spendano in modo saggio, riformino le cattive abitudini, e facciano i loro affari alla luce del sole - perché solo allora potremo restaurare la vitale fiducia tra il popolo e il suo governo.

La questione di fronte a noi non è se il mercato sia una forza del bene o del male. Il suo potere di generare benessere ed espandere la libertà è rimasto intatto. Ma la crisi ci ricorda che senza un occhio rigoroso, il mercato può andare fuori controllo e la nazione non può prosperare a lungo quando il mercato favorisce solo i già ricchi. Il successo della nostra economia è sempre dipeso non solo dalle dimensioni del nostro Pil, ma dall'ampiezza della nostra prosperità, dalla nostra capacità di estendere le opportunità per tutti coloro che abbiano volontà - non per fare beneficenza ma perché è la strada più sicura per il nostro bene comune.

Quanto alla nostra difesa comune, noi respingiamo come falsa la scelta tra sicurezza e ideali. I nostri Padri Fondatori, messi di fronte a pericoli che noi a mala pena riusciamo a immaginare, hanno stilato una carta che garantisca l'autorità della legge e i diritti dell'individuo, una carta che si è espansa con il sangue delle generazioni. Quegli ideali illuminano ancora il mondo, e noi non vi rinunceremo in nome di qualche espediente. E così, per tutti i popoli e i governi che ci guardano oggi, dalle più grandi capitali al piccolo villaggio dove è nato mio padre: sappiate che l'America è amica di ogni nazione e di ogni uomo, donna e bambino che sia alla ricerca di un futuro di pace e dignità, e che noi siamo pronti ad aprire la strada ancora una volta.

Ricordiamoci che le precedenti generazioni hanno sgominato il fascismo e il comunismo non solo con i missili e i carriarmati, ma con alleanze solide e convinzioni tenaci. Hanno capito che il nostro potere da solo non può proteggerci, né ci autorizza a fare come più ci aggrada. Al contrario, sapevano che il nostro potere cresce quanto più lo si usa con prudenza. La nostra sicurezza emana dalla giustezza della nostra causa, dalla forza del nostro esempio, dalle qualità dell'umiltà e del ritegno.

Noi siamo i custodi di questa eredità. Guidati ancora una volta dai principi, possiamo affrontare le nuove minacce che richiederanno sforzi ancora maggiori - una cooperazione e comprensione ancora maggiori tra le nazioni. Cominceremo a lasciare responsabilmente l'Iraq alla sua gente, e a forgiare una pace duramente guadagnata in Afghanistan. Con i vecchi amici e i vecchi nemici, lavoreremo senza sosta per diminuire la minaccia nucleare, e respingere lo spettro di un pianeta che si surriscalda. Non chiederemo scusa per il nostro stile di vita, né ci batteremo in sua difesa. E a coloro che cercano di raggiungere i propri obiettivi creando terrore e massacrando gli innocenti, noi diciamo adesso che il nostro spirito è più forte e non può essere infranto. Voi non ci sopravviverete, e noi vi sconfiggeremo.

Perché noi sappiamo che il nostro retaggio "a patchwork" è una forza e non una debolezza. Noi siamo una nazione di cristiani e musulmani, ebrei e induisti e non credenti. Noi siamo formati da ciascun linguaggio e cultura disegnata in ogni angolo di questa Terra; e poiché abbiamo assaggiato l'amaro sapore della Guerra civile e della segregazione razziale e siamo emersi da quell'oscuro capitolo più forti e più uniti, noi non possiamo far altro che credere che i vecchi odi prima o poi passeranno, che le linee tribali saranno presto dissolte, che se il mondo si è rimpicciolito, la nostra comune umanità dovrà riscoprire se stessa; e che l'America deve giocare il suo ruolo nel far entrare il mondo in una nuova era di pace.

Per il mondo musulmano noi indichiamo una nuova strada, basata sul reciproco interesse e sul mutuo rispetto. A quei leader in giro per il mondo che cercano di fomentare conflitti o scaricano sull'Occidente i mali delle loro società - sappiate che i vostri popoli vi giudicheranno su quello che sapete costruire, non su quello che distruggete. A quelli che arrivano al potere attraverso la corruzione e la disonestà e mettendo a tacere il dissenso, sappiate che siete dalla parte sbagliata della Storia; ma che vi tenderemo la mano se sarete pronti ad aprire il vostro pugno.

Alla gente delle nazioni povere, noi promettiamo di lavorare insieme per far fiorire le vostre campagne e per pulire i vostri corsi d'acqua; per nutrire i corpi e le menti affamate. E a quelle nazioni, come la nostra. che godono di una relativa ricchezza, noi diciamo che non si può più sopportare l'indifferenza verso chi soffre fuori dai nostri confini; né noi possiamo continuare a consumare le risorse del mondo senza considerare gli effetti. Perché il mondo è cambiato e noi dobbiamo cambiare con esso.

Se consideriamo la strada che si apre davanti a noi, noi dobbiamo ricordare con umile gratitudine quegli americani coraggiosi che, proprio in queste ore, controllano lontani deserti e montagne. Essi hanno qualcosa da dirci oggi, proprio come gli eroi caduti che giacciono ad Arlington mormorano attraverso il tempo. Noi li onoriamo non solo perché sono i guardiani della nostra libertà, ma perché essi incarnano lo spirito di servizio: una volontà di trovare significato in qualcosa più grande di loro. In questo momento - un momento che definirà una generazione - è precisamente questo lo spirito che deve abitare in tutti noi.

Per tanto che un governo possa e debba fare, alla fine è sulla fede e la determinazione del popolo americano che questa nazione si fonda. E' la gentilezza nell'accogliere uno straniero quando gli argini si rompono, la generosità dei lavoratori che preferiscono tagliare il proprio orario di lavoro piuttosto che vedere un amico perdere il posto, che ci hanno guidato nei nostri momenti più oscuri. E' il coraggio dei vigili del fuoco nel precipitarsi in una scala invasa dal fumo, ma anche la volontà di un genitore di nutrire il proprio figlio, che alla fine decidono del nostro destino.

Forse le nostre sfide sono nuove. Gli strumenti con cui le affrontiamo forse sono nuovi. Ma i valori da cui dipende il nostro successo - lavoro duro e onestà, coraggio e fair play, tolleranza e curiosità, lealtà e patriottismo - tutto questo è vecchio. Sono cose vere. Sono state la forza tranquilla del progresso nel corso di tutta la nostra storia. Quel che è necessario ora è un ritorno a queste verità. Quel che ci viene chiesto è una nuova era di responsabilità - il riconoscimento, da parte di ogni americano, che abbiamo un dovere verso noi stessi, la nostra nazione, il mondo, doveri che non dobbiamo accettare mugugnando ma abbracciare con gioia, fermi nella consapevolezza che non c'è nulla di più soddisfacente per lo spirito, così importante per la definizione del carattere, che darsi completamente per una causa difficile.

Questo è il prezzo e la promessa della cittadinanza.

Questa è la fonte della nostra fiducia - la consapevolezza che Dio ci ha chiamato a forgiare un destino incerto.

Questo è il significato della nostra libertà e del nostro credo - perché uomini, donne e bambini di ogni razza e di ogni fede possono unirsi nella festa in questo Mall magnifico, e perché un uomo il cui padre meno di sessanta anni fa non avrebbe neanche potuto essere servito in un ristorante ora può trovarsi di fronte a voi per pronunciare il giuramento più sacro di tutti.

Perciò diamo a questa giornata il segno della memoria, di chi siamo e di quanta strada abbiamo fatto. Nell'anno in cui l'America è nata, nel più freddo dei mesi, una piccola banda di patrioti rannicchiati intorno a falò morenti sulle rive di un fiume ghiacciato. La capitale era stata abbandonata. Il nemico avanzava. La neve era macchiata di sangue. Nel momento in cui l'esito della nostra rivoluzione era in dubbio come non mai, il padre della nostra nazione ordinò che si leggessero queste parole al popolo:

"Che si dica al futuro del mondo... che nel profondo dell'inverno, quando possono sopravvivere solo la speranza e la virtù... Che la città e la campagna, allarmate da un pericolo comune, si sono unite per affrontarlo".

America. Di fronte ai nostri pericoli comuni, in questo inverno dei nostri stenti, ricordiamo queste parole senza tempo. Con speranza e virtù, affrontiamo con coraggio le correnti ghiacciate, e sopportiamo quel che le tempeste ci porteranno. Facciamo sì che i figli dei nostri figli dicano che quando siamo stati messi alla prova non abbiamo permesso che questo viaggio finisse, che non abbiamo voltato le spalle e non siamo caduti. E con gli occhi fissi sull'orizzonte e la grazia di Dio su di noi, abbiamo portato avanti il grande dono della libertà e l'abbiamo consegnato intatto alle generazioni future.


Il presidente degli Stati Uniti d'America

Barack Obama

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19 novembre 2008
REGOLAMENTO PRIMARIE GIOVANI DEMOCRATICI DEL 21/11/2008
1) QUANDO SI VOTA?
Sarà possibile votare Venerdì 21 Novembre 2008 dalle ore 9:00 alle ore 23:00

2) CHI PUO’ VOTARE?
Possono partecipare in qualità di elettori tutte le cittadine e i cittadini italiani che, al 21 Novembre 2008, abbiano compiuto i 14 anni di età o non abbiano ancora compiuto il trentesimo anno di età: la votazione risulta quindi aperta ai nati tra il 22 Novembre 1978 e il 21 Novembre 1994; con i medesimi requisiti, sono ammessi al voto anche le cittadine e i cittadini dell’Unione Europea residenti e le cittadine e i cittadini di altri paesi in possesso del permesso di soggiorno.

3) MODALITA’ DI VOTO
Per essere ammessi al voto, occorre esibire al seggio un documento di identificazione valido; nel caso di soggetti di età inferiore ai 16 anni compiuti, è sufficiente un qualsiasi documento idoneo ad accertarne l’identità (cod. fiscale, tessera sanitaria, certificato di nascita,abbonamento autobus, ecc.)

4) SEGGI E LORO DISLOCAZIONI
Nella provincia di Terni sono previsti 12 seggi organizzati e distribuiti sul territorio nel seguente modo e aperti nei seguenti orari:

1) TERNI: presso il circolo di Borgo Bovio, via tre Venezie, orario 15-20

2) TERNI: presso il circolo di s.Giovanni/cospea, via Milazzo, orario 15-20

3) TERNI: presso il circolo di Gabelletta, via Gabelletta 201, orario 15-20

4) TERNI: presso la federazione di Via Mazzini 29/l, orario 9-23

5) TERNI: presso il circolo di Cesure, ore 15-20

6) TERNI: seggio università: 9-10 ingegneria, 10-11 medicina, 11-12 scienze politiche, 12-13 economia e commercio

7) AMELIA: presso il circolo di amelia, via della repubblica, orario 15-20

8) ORVIETO: presso il circolo di Ciconia, orario 9-22

9) ORVIETO: presso fabro (16-18), baschi (14-16) e guardea (16:30-20)

10) NARNI: presso via del Parco (9-20), scuola di narni scalo (12-13:30), presso la piazza dei priori (13:00-15:30)

11) MONTECASTRILLI: presso il centro fieristico, ore 15-20

12) ARRONE: presso il circolo di Arrone, via roma 2, 15-20

5) MATERIALE ELETTORALE
Il materiale elettorale previsto per lo svolgimento delle votazioni è il seguente: schede elettorali, materiale di cancelleria, bandiere e manifesti identificativi del seggio, lista dei candidati e delle candidate da porre in evidenza in favore dell’elettore, 1 urna, blocchetto delle ricevute per l’Euro come da regolamento, 1 registro votanti.

6) COMPOSIZIONE DEL SEGGIO
Il seggio dovrà essere composto, come da regolamento, da un presidente e da minimo due scrutatori che non potranno assentarsi contemporaneamente: è infatti previsto che il seggio sia sempre presenziato da almeno la metà più uno dei suoi componenti.
E’ previsto che, all’atto della chiusura dell’urna contenente le schede elettorali, tutti i membri del seggio appongano la loro firma sul nastro che sigillerà l’urna stessa, allo scopo di garantire la segretezza del voto.

7) UFFICIO DI GARANZIA
E’ stato istituito un ufficio di garanzia allo scopo di dirimere eventuali controversie e di assicurare la regolarità del voto e dello svolgimento delle primarie tutte. L’uffico di garanzia farà riferimento al presente regolamento e a quello ufficiale che disciplina le primarie dei giovani, consultabile sul sito del partito democratico.
L’ufficio in questione è stato nominato dal CPP e consta di 3 membri che rispondono ai nomi di Michele Di Schino, Alessandro Venturi e Mauro Amati.

8) SPOGLIO E CONTEGGIO DEI VOTI
Lo spoglio verrà effettuato presso la sede del PD di Terni sita in via Mazzini 29/l, si svolgerà a partire dalle 23:00, orario di chiusura dei seggi, e proseguirà fino al termine delle operazioni.

9) CANDIDATURE

UOMINI
ASSEMBLEA NAZIONALE:
Francesco Filipponi
Simone Ottone
Giovanni Rubini

ASSEMBLEA REGIONALE:
Matteo Orsini
Pietro Bussotti
Federico Pragliola
Valerio Natale
Lorenzo Mariani
Leonardo Patalocco
Mirko Nevi
Damiano Bernardini
Antonello Fiorucci
Alessandro Roscini
Yuri Nevi
Jacopo Deodori


DONNE
ASSEMBLEA NAZIONALE:
Anna Bartolini
Alessia Chiappini
Chiara Filippetti

ASSEMBLEA REGIONALE:
Alessia Chiappini
Elena Quondam Lorenzo
Martina Rotini
Anna Bartolini
Agnese Cimini
Stella Marchino
Letizia Gianni
Elisa Ciuffetti
Martina Marivittori
Chiara Silveri
Sara Sciò

NOTE
- Al voto è legato un contributo minimo di 1 Euro; sarà comunque consentito il voto a chi ne risultasse sprovvisto.
- Votare non implica il tesseramento o l’iscrizione al Partito Democratico o a qualunque altra organizzazione ad esso collegata.
- E’ necessario dare espresso consenso a che il proprio nominativo ed i propri recapiti siano inseriti nell’elenco dei partecipanti alla votazione ed a che l’elenco stesso sia reso consultabile per ogni eventuale verifica relativa all’effettiva partecipazione al voto, nel rispetto della normativa sulla tutela dei dati personali.
- Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito www.partitodemocratico.it
11 novembre 2008
Del silenzio del fallimento
Leggendo i programmi dei candidati a segretario nazionale dei giovani democratici, ho notato lo strano silenzio degli stessi riguardo al passato, ovvero riguardo agli ultimi 2-3 anni.

Anni dove il suono del silenzio ha prodotto più danni del passaggio di un aereo vicino ad un negozio di cristalli.


Si leggono proclami sull'università, ma nessuno ricorda che questo silenzio ha portato alla facile vittorie delle destre nei vari consigli di facoltà della nostra cara Italia salvata.

Si leggono proclami sulla scuola, ma qualcuno ha dimenticato che una mancata programmazione nazionale delle elezione delle consulte provinciali ha provocato l'avanzata di giovanili quali AG a vincere in molte consulte.

Si leggono promesse varie sul tesseramento, ma evidentemente era molto più importante trovare un accordo al tavolo nazionale su chi diventasse ministro ombra piuttosto che preoccuparsi del fatto che da 2 anni a questa parte non c'è stata nemmeno l'ombra ( sic ) di una campagna tesseramenti, o di una qualsivoglia iniziativa volta a dare nuovo vigore e fiducia alla base.

YES WE CAN... Cosa non si sa.

Lorenzo Marchetti

Militante di una non ben specificata giovanile democratica.




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17 ottobre 2008
Quante occasioni perse
Ottobre.. Il mese degli scioperi, il mese delle agitazioni, il mese delle discese in piazza, dei cortei anti- riforma Gelmini. Ottobre il mese delle primarie, ottobre il mese delle alte manifestazioni democratiche, ottobre il mese della riscossa giovanile.

Quante occasioni perse.


Lorenzo Marchetti



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17 ottobre 2008
MANIFESTAZIONE 25 OTTOBRE ROMA
 





I Giovani democratici della provincia di Terni organizzano un pullman per la manifestazione nazionale indetta dal Partito democratico che si terrà a Roma sabato 25 ottobre a Roma.

La partenza è prevista alle ore 11.00 prtesso il Piazzale della Rivoluzione Francese (dietro alla stazione). Il costo del viaggio è di 10euro compreso il pranzo (panino e bibita).

Confermnare la partecipazione entro lunedì ai seguenti numeri:
328 9394191 - 366 3622324 - 348 7736762

Alessandro Venturi




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6 ottobre 2008
Ecco che cosa ne pensiamo noi delle primarie dei Giovani democratici



DOCUMENTO SEGRETERIA PROVINCIALE GIOVANI DEMOCRATICI DELLA PROVINCIA DI TERNI

 

Oggetto: Elezioni primarie 17 e 18 ottobre 2008 per la costituente della giovanile democratica.

La segreteria provinciale dei Giovani Democratici di Terni, riunitasi in data 26 settembre 2008, esprime il proprio disappunto per il metodo con cui si stanno organizzando le primarie del 17 e 18 ottobre 2008 per la Costituente della giovanile democratica.

Tale evento, più volte rimandato e offuscato per cause talvolta discutibili, dovrebbe costituire per tutti i ragazzi italiani un evento di straordinaria importanza e un momento di partecipazione; dovrebbe, ma non lo sarà, almeno in questo contesto.

Riteniamo che la scelta di promuovere “elezioni primarie” in una situazione di totale silenzio sia errata, verticistica e non riguardosa nei confronti di tutti quei giovani che, in questi dodici mesi, si sono impegnati a rafforzare e a supportare il Partito Democratico nei territori.

Una scelta che va contro ogni principio di democrazia partecipata, ninfa vitale del partito che desideriamo.  

Nutriamo perplessità sulla composizione del Comitato promotore che è stato nominato, meno di un mese fa ed è frutto del mai defunto “manuale Cencelli”, e che non tutela per nulla la rappresentatività dei territori.

Con lo stesso metodo con il quale sono stati formanti i comitati promotori regionali, da prima coinvolgendo i già esistenti coordinamenti regionali per poi trasformarli nelle stanze romane per accontentare le esigenze di questa o quella corrente, figli di un retaggio politico-culturale lontano dalle nostre aspettative.

E’ inutile commemorare momenti di grande partecipazione e innovazione politica per muovere nell’oscurità le pedine.

Riteniamo che sia necessaria una concertazione più ampia per scrivere le regole del gioco; queste non devono essere appannaggio di poche persone ma devono essere discusse, modificate ed approvate da chi, poi, in un secondo tempo sarà tenuto a rispettarle ed a farle rispettare.

Riteniamo deludente e rinunciatario, oltretutto, anche il comportamento dei nostri coetanei presenti al tavolo nazionale, da prima totalmente assenti e poi, forse, troppo attenti a cosa accade nelle stanze romane per ascoltare le ripetute, quanto ponderate e sacrosante, sollecitazioni dei diversi territori che, in questa fase così cupa, forse non sono stati recepiti in modo chiaro ed esplicito.

Crediamo inopportuna l’ingerenza di diversi dirigenti del nostro partito che intendono incidere nel percorso del nascente movimento giovanile; non siamo disposti a prestare il fianco ad inutili e sterili polemiche interne che portano, inevitabilmente, a pericolose diatribe creando nella nascente giovanile laceranti divisioni.

Oltretutto, non possiamo nascondere i grandi problemi organizzativi per un evento così importante e partecipato; pensiamo che i tempi a disposizione siano troppo ristretti per preparare un appuntamento così rilevante.

Speriamo che questa fase di pseudo democrazia partecipata si possa superare velocemente; i Giovani Democratici della Provincia di Terni continueranno a fare ciò che fanno da più di un anno: lavorare ed impegnarsi per la buona riuscita e per la corretta costruzione di una Giovanile di partito realmente democratica.

Le elezioni Primarie del 17 e 18 Ottobre saranno quindi solo un punto di partenza, quel mito fondativo che, nell’epoca della comunicazione di massa, serve ad avviare processi.

Il vero lavoro inizia dal giorno dopo.

Siamo convinti che sia più importante parlare di contenuti, costruire un concreto progetto politico, ascoltare i reali problemi della nostra generazione, le loro aspettative le loro idee per costruire concretamente una            reale giovanile di partito piuttosto che lasciare spazio a iniziative autoreferenziali e disorganiche.

Una dinamica attività quotidiana, iniziative, apertura di nuovi circoli dei Giovani Democratici, pre-adesioni che ormai superano le cento unità nella nostra provincia e un confronto incessante con l’opinione pubblica sono elementi indispensabili per la giovanile che abbiamo in mente.

Questo, a nostro avviso, è l’unico modo per far nascere una vera giovanile democratica e questo è il nostro compito.

Sulla concretezza della nostra azione impiegheremo le nostre forze.

 

 

Alessandro Venturi

Coordinatore Provinciale Giovani Democratici della provincia di Terni

La segreteria provinciale dei Giovani Democratici




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26 settembre 2008
VENERDI' ORE 21.00 VIA MAZZINI ASSEMBLEA PROVINCIALE GIOVANI DEMOCRATICI TERNI.
- Resoconto FESTA
- Resoconto attività politiche
- Varie ed eventuali



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18 settembre 2008
Il NON ANTIFASCISMO esce allo scoperto
Le dichiarazioni aberranti del presidente nazionale di azione giovani, portano ad una interessante riflessione sull'anti-fascismo e i suoi valori.
Questi, sono realmente recepiti dai giovani italiani? Sono realmente condivisi i valori costituzionali, i valori democratici, oppure si nascondono sotto un falso perbenismo Fiuggiano per poi rivelarsi non "condivisibili" dalla giovanile del secondo partito della maggioranza del governo Berlusconi.
I giovani democratici dovranno impegnarsi a difendere le radici dell'anti-fascismo, della resistenza e della Costituzione, consci di essere parte di un periodo storico dove la corsa al Revisionismo è più veloce che mai.


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